San Casciano: assessori flop
Ho letto su Metropoli di venerdì 15 maggio la lettera
dell’Assessore Veronica Cei che rispondeva in merito alla
valutazione negativa sul suo operato della legislatura 2004-
2009. La sua risposta mi pare illuminante. Si era presentata
alle elezioni del 2004 senza aver messo nessun
impegno e partecipazione nella campagna elettorale e si è
ritrovata per caso fra i consiglieri, anzi le era stato offerto un
posto di assessore , che lei di certo non cercava. O
la signora è una persona modesta oppure i consiglieri e gli assessori del PD a San Casciano vengono sorteggiati con una lotteria? Non sarà che nella cultura il PD non ci crede? Questo sarebbe vero sia per il comune di San Casciano che per quello di Firenze. A Firenze in pratica la Giunta ha fatto a meno di averne uno (di assessore alla cultura) e quando l’ha avuto l’ha buttato fuori perché si è permesso di esprimere una opinione sua. Il glorioso Istituto Tecnico Industriale Leonardo da Vinci di Firenze, da cento anni di proprietà del Comune di Firenze è stato regalato allo Stato che di sicuro non avrà una gestione così accurata ed efficace come solo una realtà locale può dare. Il Teatro Comunale di Firenze non è più un fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale; insomma il PD a Firenze dà l’esempio: per loro la cultura non paga.
San Casciano , come Firenze, ha scelto la via del
mattone: lo Stianti NO COMMENT, una buona ragione
affinchè un turista vada a fare le ferie in un’altra località.
Cosa dire del Gentilino un vero e proprio dormitorio di cui nessuno sentiva il bisogno, a parte il nostro comune. Sono alcune far le molte realtà che ogni sancascianese conosce bene. La cultura urbanistica a San Casciano è a rotoli. La cultura non s’ha da fare ne a Firenze e neppure a San Casciano. Ma se a San Casciano non si fa cultura non è ahimè colpa dell’assessore Veronica Cei che evidentemente ha ricevuto una poltrona con il compito di tenerla calda ed ovviamente occuparla. A San Casciano non si fa cultura, anzi pardon si fa cultura culinaria che oltretutto va oramai da anni di moda. E’ tutto un gran proliferare di sagre paesane, ristoranti e pizzerie di circoli ed associazioni: si mangia si mangia e si mangia. A San Casciano non siamo certo malnutriti, anzi. Ma ci manca un cibo ben più importante: il cibo della mente ovvero la cultura. E’ troppo poco avere una biblioteca ed un Teatro (oltretutto donato da una associazione privata). Il Comune di San Casciano ha forse paura di appoggiare i progetti che molti cittadini propongono, molti dei quali a costo quasi zero? Nel 2001 proposi all’allora assessore alla Cultura di quella legislatura una mostra su “La riproduzione sonora da
Caruso ai nostri giorni”. Chiavi in mano a costo zero. Mi
furono posti un sacco di dinieghi, mi ascoltarono ma con
fastidio. La mostra riuscii ad organizzarla a Villa Caruso a
Bellosguardo nel comune di Lastra a Signa e fu un successo di pubblico. Il Comune di Lastra ci mise solo la stampa di 100 manifesti a colori e la collaborazione del custode della villa.
Fu un vero e proprio evento internazionale vista la partecipazione di uno dei più importanti giornalisti del settore: l’americano Ken Kessler.
A più riprese ho provato ad organizzare eventi culturali con la collaborazione del Comune di San Casciano: alcuni anni or sono la proposta di una serie di concerti jazz con nomi di statura mondiale, la richiesta fu fatta cadere ed il Comune fece sua l’idea organizzando una serie di concertini jazz in piscina con scarso successo di pubblico, l’idea gli era stata data gratis, gli mancava la giusta organizzazione . Circa un anno or
sono ho proposto all’Assessore Veronica Cei l’istituzione di un
Museo della riproduzione sonora, l’incontro fu per me
mortificante perché la conclusione era che non c’era spazio
per la cultura a San Casciano.
Se c’è una cosa che può rilanciare l’economia è la cultura,
senza la cultura perdiamo la nostra intelligenza, la capacità di rinnovarsi e di andare avanti.
Un assessore deve lottare per realizzare i progetti, ovviamente intelligenti, che ha in mente o che qualcuno gli propone, ma se deve pensare in modo settario o tramite colore politico allora non siamo più in democrazia. Molti cittadini sancascianesi hanno l’impressione che o sei di un colore oppure sei tagliato fuori dai circuiti che contano. Spero che non sia così altrimenti la crisi , che più che economica è culturale ci trascinerà ancora
più in basso. Sono in lista come candidato consigliere con la lista Cattolici Laici Socialisti per le amministrative di San Casciano sapendo bene che , nel caso in cui diventi consigliere non mi si aprirebbe un periodo di divertimento o di privilegi, ma di duro lavoro a meno che non faccia come molti consiglieri che per 5 anni alzano la manina a richiesta del loro partito: non abbiamo bisogno di “uomini passivi” ma di cittadini propositivi pronti a cedere il posto a qualcuno altro se più meritevole di lui e che naturalmente ne abbia la voglia.
Luciano Macrì
Lista Cattoli Laici Socialisti
www.clsfirenze.org
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